CHIRURGIA ORTODONTICA PER IL RECUPERO DI DENTI NON EROTTI

11 Lug 2019

CHIRURGIA ORTODONTICA PER IL RECUPERO DI DENTI NON EROTTI

COS’È UN ELEMENTO DENTARIO NON EROTTO O INCLUSO?
Si tratta di elementi dentari permanenti che non riescono ad erompere, ovvero che non riescono ad allinearsi agli altri denti visibili nel cavo orale, restando pertanto all’interno della gengiva e dell’osso.
I denti che risultano più frequentemente inclusi, sono i canini mascellari, i premolari e gli incisivi superiori, i primi e secondi molari permanenti (oltre ai denti del giudizio, il cui recupero in arcata non è quasi mai possibile).

PERCHÉ È IMPORTANTE INTERVENIRE SUBITO ?
L’inclusione dentaria rappresenta un evento che condiziona negativamente lo sviluppo dento-scheletrico e comporta ripercussioni non solo sul piano funzionale, ma anche su quello estetico. Il trattamento dei denti non erotti deve porsi quindi come obiettivo principale il loro recupero, cioè il loro corretto riposizionamento nel cavo orale.

È POSSIBILE RECUPERARE E RIPOSIZIONARE IN ARCATA UN ELEMENTO DENTARIO NON EROTTO?

SI, È POSSIBILE. La scelta delle modalità terapeutiche da adottare scaturisce dalla valutazione dei fattori eziologici, dell’eventuale presenza di condizioni patologiche associate, dalla posizione e dalla morfologia corono-radicolare dell’elemento non erotto, dall’esame dei suoi rapporti con le strutture anatomiche contigue e con i denti adiacenti e soprattutto dall’esistenza o meno di potenziale eruttivo, correlato alla presenza di un apice beante e di un legamento troficamente attivo. In base a questo parametro è possibile distinguere tra un dente ritenuto, in cui è ancora presente la vis eruttiva, e un dente incluso, che ha perso la sua capacità eruttiva.

QUALI SONO LE CAUSE CHE PIÙ FREQUENTEMENTE PREDISPONGONO ALLO SVILUPPO DI TALE PROBLEMATICA?
Si possono distinguere fattori generali, fattori strutturali e locali:

Fattori eziologici generali
– Ereditarietà
– Disendocrinie (Ipotiroidismo, Ipertiroidismo ecc..)
– Malattie dismetaboliche: Ipovitaminosi, rachitismo, ecc
– Malattie infettive: (Sifilide congenita, rosolia materna in gravidanza, Scarlattina, ecc)

Fattori eziologici strutturali
– Ipoplasia del mascellare superiore
– Iperdivergenza grave- Open-bite scheletrico
– Patologie congenite: Labioplatoschisi, cranio-stenosi, disostosi cleido-cranica, disostosi mandibolo-facciale, ecc

Fattori eziologici locali
– Correlati al dente deciduo (persistenza, anchilosi, inclusione post-eruttiva, pregresso trattamento endodontico, flogosi cronica periapicale; perdita prematura)
– Correlati al dente permanente (Anchilosi, Alterazioni morfologiche corono-radicolari, Anomalie di posizione, Anomalie decorso eruttivo, Anomalie meccanismo eruttivo, Anomalia sequenza eruttiva)
– Ostacoli all’eruzione (Disarmonia dento-alveolare, Soprannumerari, Neoformazioni odontogene, Cisti, Frenuli)